Retrospettiva: la perdita dell'amnesia
Secondo episodio della Trilogia di Oliver Stanford
Indietro non si torna
La prima fase sono i vuoti di memoria: pochi minuti, poi ore, infine giorni. La sensazione di aver "perso del tempo". Fino all’amnesia dell'amnesia. In questo spiraglio s’insinua l’incantesimo in grado d’influenzare la memoria autobiografica. Chi è Oliver Standford?
Scheggia che schianta
La seconda fase è l’iniziazione. Far parte di una organizzazione aiuta a recuperare il proprio temperamento. Non più il vuoto. Un obiettivo a portata di mano. L’organizzazione ha struttura piramidale e diversi gradi cui corrisponde una progressiva conoscenza e un maggiore potere. Il passaggio di stato richiede prove da superare. Fino al nocciolo dell’esperienza traumatica.
Perdita dell’amnesia
La terza fase è decisiva. L’azione al servizio dell’idea. L’attendibilità delle ricostruzioni è impossibile da stabilire. L’osservazione influenza le proprietà delle cose, produce mutamenti di stato. Nemmeno il più ottuso ottimismo può sopprimere l’indeterminatezza che accompagna l’agire umano. |