La Trilogia di Oliver StanfordOliver Stanford è un personaggio in divenire. Spettacolo dopo spettacolo il suo profilo diventa riconoscibile, la sua biografia prende corpo. E' l'alibi per indagare le contraddizioni e la violenza dei nostri giorni. Questa esplorazione coinvolge i sentimenti e le emozioni che muovono l'agire umano. Un'indagine che procede per svelamenti e colpi di scena fino a definire i contorni dell'immagine di Oliver nei quali ci vediamo riflessi come in uno specchio. La trilogia è un “romanzo critico”, una narrazione "a scenari” che non da riferimenti temporali precisi. Ogni episodio è ambientato in un tempo ed uno spazio non definiti: un futuro possibile, in cui i margini di sviluppo della "storia", svincolati dall'attualità, si ricollegano al mito. In alcuni casi è più esplicito, in altri meno, ma c'è una volontà precisa di rielaborare la "grande narrazione simbolica", come momento fondamentale dell'esperienza, che tende a soddisfare il bisogno di fornire una spiegazione ai fenomeni. Il mito è soprattutto un racconto: una storia, che comprende sia gli aspetti terribili che i risvolti patetici, dove ci sono dei personaggi in azione e una trama che si dipana. Il progetto si snoda attraverso un legame "evolutivo". Il nostro personaggio compie un percorso, supera degli ostacoli, raggiunge uno scopo. Poi c'è l'aspetto “epistemologico”, di riflessione sul linguaggio, o meglio sui linguaggi. A partire dal titolo, che nelle nostre intenzioni è un significato nuovo alle parole che utilizziamo. bio_logico - la logica della vita - primo episodio Retrospettiva: la perdita dell'amnesia - secondo episodio Finimondo - l'arresto delle funzioni - terzo episodio |